Mondial Vins Extrêmes - 2016

Duecentoquarantaquattro etichette premiate, con 8 Grandi medaglie d'oro, 96 Medaglie d'oro e 140 Medaglie d'argento, ad esprimere una qualità eccellente e diffusa delle viticoltura eroica in tutto il mondo. Con vini provenienti da 15 regioni italiane, dall’Argentina e dall’Armenia, Croazia, Francia, Georgia e Germania, ma anche dalla Grecia al Kazakistan, fino al Libano ed il Lussemburgo, Andorra ed il Portogallo, Slovenia, Spagna e Svizzera. Protagonisti i vitigni autoctoni (120 in totale quelli presenti nei 738 vini in concorso) autentici simboli della biodiversità nel vigneto. Sono stati questi, in sintesi, i numeri che testimoniamo l’edizione dei record per il concorso internazionale Mondial des Vins Extrêmes – organizzato dal Cervim - che si è svolto nel mese di luglio ad Aosta, e che ha visto nel fine settimana a Milano, a Palazzo Giureconsulti, la conclusione con la premiazione di tutti i vini premiati, un banco d’assaggio che ha registrato l’interesse di migliaia di eno-appassionati. Una giornata-evento, che si è aperta con una tavola rotonda dedicata alla viticoltura eroica, organizzata da Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Cervim (Centro di Ricerche, Studi e Valorizzazione della Viticoltura di Montagna), in collaborazione con la Regione Autonoma Valle d’Aosta e Vival (Associazione viticoltori Valle d’Aosta) e con la partnership della Camera Valdostana delle imprese e delle professioni e di Valoritalia.

«Bilancio sicuramente positivo – commenta il presidente Cervim, Roberto Gaudio - testimoniato dai numeri di partecipazione da record. Dobbiamo sempre ricordarci di ringraziare i viticoltori per il loro lavoro “eroico” che svolgono quotidianamente: questo evento finale è stato un momento importante di visibilità per i viticoltori con i premi consegnati, ma rappresenta solo un piccolo riconoscimento della loro attività. Abbiamo avuto anche contezza che le Regioni, le istituzioni, le Camere di commercio, credono molto in questo tipo di viticoltura, che necessita di sostegno e di aiuto, diretto ed indiretto». Qualità ai massimi livelli per i vini premiati: «I 244 vini premiati - aggiunge Gaudio - rappresentano il 30 per cento di quelli in concorso, 8 dei quali hanno ricevuto la “Gran medaglia d’oro”, con una ripartizione equa dal Portogallo, fino all’Isola di Samos, in Grecia. Possiamo quindi constatare una grande qualità, un’eccellenza produttiva in tutte le aree della viticoltura eroica, e questo, il consumatore lo apprezza sempre di più come i dati sui consumi stanno a testimoniare». 

«La Lombardia ha una lunga tradizione di vini di montagna – ha affermato Gianni Fava, assessore all’Agricoltura Regione Lombardia – e l’alleanza con la Valle d’Aosta si rivela strategica per consacrare un sistema produttivo che svolge un ruolo chiave sia sul piano economico sia su quelli della biodiversità e delle gestione del territorio. Molto positiva è stata la scelta di svolgere la manifestazione a Milano, capitale dell’enogastronomia Made in Italy. Ora è necessario individuare un modello organizzativo in grado di dare risultati sul piano commerciale e distributivo, con l’obiettivo di valorizzare al massimo una qualità che è sotto gli occhi di tutti». La promozione del prodotto, infatti, per l’assessore Fava «deve essere inscindibilmente collegata alla reperibilità sui principali canali commerciali, compresi quelli di e-commerce, tipologia di vendita che sta riscontrando crescite interessanti, soprattutto nel settore del vino».

«Esperienza molto interessante – ha sottolineato l’assessore all’agricoltura della Regione autonoma Valle d’Aosta, Renzo Testolin -; la Valle d’Aosta si pone con i suoi 2000 metri di altitudine media, fra le eccellenze in campo vitivinicolo per quanto riguarda la viticoltura di montagna. Un punto di riferimento in campo nazionale ed internazionale, che ci permette, nonostante le modeste quantità prodotte, di vantare dei vitigni che sono autoctoni e che rappresentano ed identificano un territorio intero, che è l’aspetto che più importa al consumatore di oggi, ovvero riuscire a trovare qualcosa di unico, di particolare e di eccellenza. La quantità di prodotto che facciamo – ha proseguito -, ovvero 2 milioni di bottiglie, evidentemente un numero ristretto, ci impone di portare nella nostra regione ad assaggiare i nostri vini e a visitare le nostre terre più gente possibile, per far capire che questi territori ed i nostri vini vanno valorizzati per la difficoltà che c’è nel lavorare a queste condizioni, e trasferire sul vino il giusto prezzo. Vetrine come quella di Milano, con il Cervim, sono fondamentali in questo percorso che come amministrazione regionale stiamo portando avanti».

Ufficio Stampa CERVIM 

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